giovedì 17 maggio 2012

Le Streghe son tornate!








Sfogliare "Le streghe" di Roald Dahl vuol dire ritrovare tra le pagine di un volume ricordi. 
A chi non è mai capitato di trovare in mezzo a un libro vechi segnalibri, bigliettini o cartoline? E chi custodisce ancora tra gli scaffali della libreria volumi di quando era bambino, magari avrà visto sbucare tra le righe di un capitolo o nel mezzo di un disegno una ditata di cioccolato o uno sbaffo di matita colorata . 
Non che i bambini vogliano rovinare o distruggere i libri, ma, da piccoli più che da adulti, i libri si vivono, si interiorizzano e i personaggi della finzione diventano personaggi reali. Per questo motivo la strega cattiva di Dahl  diventa una persona da temere, la maestra Dolcemiele è l'insegnante che tutti vorrebbero, così come la preside Arpia Sferza della Pitzorno è l'incubo fatto persona; la vita di Emil nelle lontani campagne svedesi è la vacanza che ogni bambino vorrebbe passare e galoppare sul cavallo di Pippi Calzelunghe non è poi un sogno così irrealizzabile. 
I bambini mangiano sui libri, li portano a scuola, in gita, al supermercato, leggono mentre aspettano che la lezione di danza o di pallavolo abbia inizio; se li scambiano, quando giocano interpretano la bella protagonista e il rude personaggio maschile che poi, sempre, alla fine, risulta essere l'uomo più interessante e misterioso che ci sia, da amare alla follia... finchè la vita non separerà i sogni dalla realtà. 
E si cresce - anche se molto probabilmente la maggior parte dei colpi di testa delle donne in età adulta si sarebbe potuta evitare, se soltanto i personaggi maschili delle storie per bambini non fossero stati così accattivanti, affascinanti e misteriosi!

Dunque, "Le streghe"... un libro letto da migliaia, forse milioni, di bambini, che ha dovuto il suo successo allo stravolgimento delle parti, all'ironia tra le righe e al genio di Dahl che ha saputo rivoluzionare il modo di concepire la letteratura dell'infanzia. 
Non più storie moraleggianti con eroi, cattivi, personaggi fantastici e prove da superare; bensì, la vita reale, sottilmente intrisa di magico e una lieve malizia che tratteggia il mondo degli adulti in modo disincantato: i genitori non sono più l'esempio da seguire per aver successo nella vita, il padre non è più la persona che governa la famiglia e il mondo dei bambini è MILLE volte meglio di quello della mamma e del papà. Nel mondo di Dahl i vecchi non si divertono, non capiscono i bambini, sono buffi, stupidi, grotteschi, idioti e spesso ottusi. 
Quindi, perchè crescere? Per diventare come loro? No! Allora, meglio essere trasformati in topi, vivere avventure meravigliose, aiutati da una nonna fantastica il cui lavoro da giovane era cacciatrice di streghe e che, sotto sotto, anche se è diventata ormai una vecchia signora, sempre bambina è rimasta.

Tra le didate di marmellata, scorgo la frase, imparata a memoria, che racchiude il senso del volume; la missione del bambino, oramai trasformato definitivamente in topo e della nonna ultraottantenne diventa scovare tutte le streghe per eliminarle. Entrambi si rendono conto che non avranno un attimo di respiro per molti mesi o forse anni, ma "Nonna, pensa a come ci divertiremo!" "Poco ma sicuro! Non vedo l'ora di cominciare!". 
Cosa significa? Come diceva il professore di un famoso film, Carpe Diem, viviamo ogni momento della vita come se fosse l'ultimo, nella speranza di non crescere, perchè solo sfruttando appieno, come le chiamano i bambini, le fantastiche avventure della vita riusciremo a crescere senza trasformarci negli adulti noiosi e grigi dei libri di Roald Dahl.











1 commento:

  1. Come scrivi bene dei bambini!!!! e cerca di lavarti le mani quando leggi!.....scherzo! Brava....buon inizio

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